Cassa Malati Pubblica, ma Marco Romano sbaglia
22 agosto 2014 alle 17:51

Sbaglia, l’amico Marco Romano, a stangare la Cassa Malati Pubblica. Romano parla di “statalizzazione del sistema” rispetto al modello attuale, sostiene che arriveremmo ad un sistema come la mutua in Italia. Ma è fumo negli occhi!

Ricordiamoci brevemente come funziona oggi in Svizzera.

Il nostro sistema sanitario è diviso in due. Ci sono le casse malati di base e le casse complementari. Entrambe sono assicurazioni. Le casse di base sono regolate in modo iper-rigido dallo Stato con la Legge LAMal. Le casse complementari sono delle normali assicurazioni private, regolate come tutte le altre assicurazioni dalla Legge sui contratti d’assicurazione.

Le casse malati di base non possono fare utili (è scritto nella legge!), le casse complementari invece sì, e ne fanno a palate.

Le casse complementari si basano su una concorrenza perfetta fra loro, vivono in un regime di mercato. Le casse di base no. Le casse complementari possono scegliersi i rischi, possono quindi rifiutarsi di assicurare qualcuno se non gli conviene. Le casse di base invece sono obbligate ad assicurare tutti. Il motivo è presto detto: se le casse di base non accettassero tutti, vecchi e malati potrebbero essere assicurati solo con premi allucinanti, avremmo quindi un sistema dove solo i ricchi e i fortunati sono assicurati, gli altri no. Un sistema molto antisociale, terribilmente iniquo.

Siccome le casse malati di base devono, giustamente, accogliere tutti, possono fornire solo le prestazioni previste da una rigidissima lista fatta dal Consiglio Federale. Anche il premio che devono pagare gli assicurati (noi tutti) è in parte calmierato dal governo. Addirittura il contratto fra assicurato e cassa di base è di diritto pubblico. Le casse sono obbligate a dare consulenza gratuita. Sotto questo profilo con la nostra Cassa Malati Pubblica per l’assicurato non ci sono differenze. Anzi, ricordiamolo bene: i medici sono e restano indipendenti anche con la nostra proposta, quindi la medicina rimane assolutamente questione intima di noi tutti. Altro che statalizzazione, caro Romano!

Quello che vogliamo eliminare noi sono le innumerevoli pecche del sistema attuale, che sta letteralmente andando fuori controllo. Non a caso le casse malati complementari usano tutte le falle per guadagnare ancora di più.

Vediamone alcune. Manca totalmente la trasparenza, il parlamento a maggioranza borghese non la ha mai voluta imporre (e non è un caso). Ma perché non c’è trasparenza in casse che non possono fare utili? Poi: nonostante le casse di base non possano fare utili, cercano di prendersi i buoni rischi. Chiamano la gente a casa, mettono i premi più bassi per alcuni tipi di utenti, rendono alcune procedure complicate per i più anziani eccetera. Oltretutto chi cambia cassa causa costi amministrativi enormi. Motivi validi per questa pratica non ce ne sono, visto che le casse di base non possono fare utili. Ma vogliamo parlare di quanto costano i consiglieri di amministrazione, la pubblicità martellante o le telefonate a casa per cercare nuovi utenti? E l’aumento dei premi in alcuni cantoni (come da noi) per coprire le riserve in altri cantoni? Gli esempi sono molti.

Lo capisce un bambino che la concorrenza senza poter far utili non ha senso. E però tutti a pontificare su quanto è importante la concorrenza nel nostro sistema, di quali enormi pericoli corriamo con una sola Cassa Malati Pubblica (avete notato i patriottici borghesi che sparano a zero sui monopoli di Stato? E la Posta? E le FFS? E la SUVA? Evidentemente ai loro occhi noi svizzeri non sappiamo più gestire le nostre strutture, grazie mille per la stima!).

Diciamo allora come stanno le cose: la concorrenza non è fra casse di base, ma fra casse complementari, che usano le casse di base come “trenini” per beccarsi i loro buoni clienti.

È evidente: il discorso economico basato sui buoni rischi (casse complementari) inquina la sanità pubblica (casse di base), è un’assurdità che porta con se spese collettive inutili. Il sistema della LAMal è nato come compromesso. Lo abbiamo provato per tanti anni, non funziona, è giunto il momento di dirgli addio. E passare alla Cassa Malati Pubblica.

Filippo Contarini, giurista

Pubblicato su tio.ch il 21 agosto 2014


Categoria: news, rassegna stampa
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Una replica a “Cassa Malati Pubblica, ma Marco Romano sbaglia”

  1. Davide Ticozzi ha detto:

    Quoto su tutta la linea, ricalco “E la Posta? E le FFS? E la SUVA?” e ci aggiungo Swisscom. Sono tutti esempi che dovrebbero fare pensare.

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