Riforma della LOG: e il voto popolare?
22 luglio 2010 alle 12:00

Nel «Bollettino Ufficiale» del 9 luglio è stata pubblicata la revisione della LOG votata dal Parlamento prevedente l’abrogazione dell’istituto degli assessori giurati. Accogliamo con stupore la decisione di questa pubblicazione. Durante il dibattito sulla modifica della LOG un deputato ha sollevato la questione della costituzionalità,ovvero disse che senza la modifica della Costituzione l’abrogazione dei giurati sarebbe potuta essere stata oggetto di contestazione nel processo penale.
Inizialmente il Governo si è opposto a questa lettura, in seguito però in fretta e furia ha deciso di sottoporre al Parlamento una modifica della Costituzione che abrogasse l’istituto.
Il Gran Consiglio ha nuovamente seguito il Consiglio di Stato; stavolta però l’ultima parola spetta al popolo, essendo le modifiche costituzionali sottoposte obbligatoriamente al voto.
Analizzando il comportamento del CdS si nota la contraddittorietà delle sue mosse. Inizialmente chiede di modificare una legge senza preoccuparsi della costituzionalità (sic!). Poi dice che è incostituzionale (ebbene sì, il Parlamento ha volutamente emanato una legge incostituzionale!) e quindi vuole fare cambiare la Costituzione prima di muoversi ulteriormente. Poi pubblica la legge incostituzionale! Ma che gioco è questo? Il CdS non aveva bisogno infatti di pubblicare la legge per attuare, ad esempio, le novità nel Ministero pubblico, poiché la Legge sul Tribunale federale (art. 130 cpv. 4), intervenendo in una questione legata al CPP, lascia spazio ad una regolamentazione transitoria tramite ordinanza o regolamento. Ci è stato detto e ridetto che gli assessori giurati non sono più contemplati dal CPP (in nessuna forma, avendo quindi deciso di eliminarli, invece di adeguarli ai tempi), ma se ciò fosse vero non sorgerebbe la questione di incostituzionalità, poiché anche la Costituzione andrebbe contro il CPP stesso. Il CdS, invece, con notevole onestà intellettuale e tornando sui propri passi, ammette indirettamente che la partecipazione popolare è ammessa e chiede la consultazione popolare per sapere se mantenerla o no. Pubblicare questa LOG nel «Bollettino» è quindi illegittimo, contrario alle decisioni già prese e provocherà solo caos futuro, nel caso in cui i ticinesi volessero continuare ad avere assessori giurati, anche in nuove forme, nel giudizio penale.

Ares Bernasconi, Filippo Contarini, Facoltà di diritto Università di Lucerna
Corriere del Ticino, 22 luglio 2010


Categoria: rassegna stampa
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