Ma io sono di sinistra?
10 ottobre 2014 alle 12:39

Uno dei problemi della “rivoluzione” che sta vivendo il PD sta nell’anima della Sinistra, nel significato che la Sinistra dà alla parola Sinistra. Nell’autocomprensione della Sinistra insomma.

Comincio con un aneddoto: su smartvote nel 2011 io ero considerato un attivista politico molto di sinistra e contemporaneamente abbastanza liberale. La cosa sorprendente è che stavo più a sinistra di parecchi membri del Partito Comunista ticinese. Un fatto, un’analisi, che loro non possono sopportare, siccome io ai loro occhi io sono molto a destra. Ma questo come si spiega?

smartvoteIl problema sono i criteri con cui si dà contenuto alle parole. Non scomodiamo Bobbio e il suo bellissimo libro, filosofico, sul significato di Destra e Sinistra. Facciamo invece un’osservazione facilmente raggiungibile: il sito smartvote è elaborato da dei politologi. Gente cresciuta e formatasi nell’ultima decade del Novecento e nel Duemila. Gente insomma che è aggiornata sulle discussioni sociologiche, politologiche, statistiche, storiche. Il compito dei politologi è descrivere i sistemi politici e dare indicazioni sulla realtà. I politologi hanno visto che per descrivere l’orientamento politico di una persona non la si può ingabbiare su una sola asse, ma bisogna fare un grafico su due o addirittura più assi (e quindi c’è il diagramma, come quello qua sopra, ma anche lo smartspider con molte più variabili).

La Sinistra, soprattutto quella radicale, vede la realtà con occhiali completamente diversi dai politologi. Loro partono da un’analisi della società fortemente improntata dall’idea che aveva Marx dei rapporti sociali: il materialismo dialettico e il discorso struttura/sovrastruttura. In soldoni: i rapporti materiali (soldi e produzione) starebberoo alla base di tutti gli altri rapporti sociali. Quindi: cambiando i rapporti materiali si cambia la società, la rivoluzione serve proprio a questo. Ottocento.

Il dettaglio, assolutamente non trascurabile, è che queste affermazioni sono sempre state considerate scientifiche e quindi vere. In tanti le hanno confutate, Popper in primis, soprattutto perché non scientifiche (e comunque la scienza non può affermare verità, ma solo provarci). Ma sono ancora saldamente ancorate all’autocomprensione della Sinistra.

Nel momento in cui la Sinistra riesce a leggersi solo in questa asse “destra-sinistra”, in cui quelli di Sinistra sono gli unici che hanno capito e sono giusti perché portatori di verità, è abbastanza palese che quando la società smette di fidarsi del loro messaggio veritiero la sinistra smette di esistere. Cioé: quando la società non accetta più che la loro è veramente scienza, quando la società crede che la loro previsione del futuro è sbagliata, la loro idea viene considerata come confutata. Non è un caso che i grandi protagonisti della sinistra nel mondo italofono (ad esempio Bertinotti e Tronti, ma tanti altri) decretando con le loro parole la fine del materialismo dialettico non possono che creare dei vuoti nella Sinistra stessa. Anche gli attori della Sinistra insomma si chiedono se ci sia ancora sinistra.

Che errore leggere la società partendo dalla posizione di sè stessi. Lo stesso errore che facevano gli antichi pensando loro di essere al centro e che tutto girasse attorno a loro. Ecco, la Sinistra è questo, ha rifiutato gli eliocentristi e ha bruciato tanti Giordano Bruno. Il risultato è stata l’incapacità di difendere le proprie posizioni politiche, perchè non c’era più la legittimazione ideologica, caduta con l’arrivo dei novelli Copernico.

La Sinistra nella sua autocomprensione ha cercato di essere “semanticamente egemone”, oltrettutto arrogandosi il diritto di domninare le facoltà di scienze sociale e non permettendo agli scienziati di fare quel compito di osservazione necessario per capire il movimento societario. È chiaro: quando anche le università dicono che la Sinistra ha ragione a considerarsi l’unica Sinistra, automaticamente la scienza e la politica entrano in un collegamento sistemico che non permette di avere una visione critica su di sé, e quindi alla fine di rinnovarsi.

La Sinistra in Italia è “semanticamente” morta, una persona come la signora Ministro Boschi può permettersi di dire di essere di sinistra senza essere derisa dalla collettività. Renzi può dire di essere di sinistra, e nessuno capisce più cosa sia la Sinistra, perchè è palese che lui non è di sinistra. Risultato: la Sinistra è scomparsa e tutte le lotte che aveva condotto sono state cancellate con un colpo di mano (la fiducia chiesta al Senato dal governo Renzi), votato anche … dai rappresentanti storici della Sinistra.

Siamo di fronte a un loop causato dalla Sinistra stessa. Era inevitabile, non si può pensare che la società, ovvero l’egemonia lessicale, sia solo quella che si è deciso di definire con il proprio lessico.

Dobbiamo imparare la lezione.

Che fare ora?

Rileggere Bobbio e farsi un’idea delle idee sulla sinistra. E leggersi anche tanto altro.

Leggere di nuovo Marx. Riporlo in libreria e non aprirlo più.

Leggere Piketty. E poi leggersi le critiche a Piketty.

Leggere Agamben. Leggere Luhmann. Leggere Popper.

Andare al bar a tastare il polso all’ontologia del presente.

Chiedersi cosa sia la realtà per sé stessi.

Chiedersi quali siano le proprie idee per il futuro.

Chiedersi cosa sia la politica.

Poi andare dai politologi e chiedere loro: cosa è la Sinistra per voi? E capire se un’ottica esterna delle proprie idee possa aiutare a ripartire.

Andare al bar con altri politici curiosi di ripartire.

Elaborare un nuovo “programma semantico”. E ripartire.

 

F.C.


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