Liberal-leghisti e la mucca da mungere
20 Giugno 2014 alle 11:20

Ci sono poche sacrosante verità. Una è che i liberali e leghisti usano lo Stato come affar loro, demonizzandolo, ma mungendo la vacca sempre e comunque. Grande festa! E ora bisogna rimettere a posto dopo i bagordi, tagliando chiaramente sui servizi essenziali. Ecco qua un ottimo articolo del Presidente del PS di Lugano che spiega ora cosa succederà alla prima città del cantone.

F.C.

Raoul Ghisletta – Amministrazione fallimentare della Città

La Commissione della gestione di Lugano nel suo rapporto sul preventivo 2014 segnala a pag. 12 che l’indebitamento finanziario di Lugano è cresciuto dai 672 milioni di franchi del consuntivo 2011 (comuni aggregati nel 2013 non calcolati) ai 961 milioni secondo il preconsuntivo 2013. I grandi capi politici della Lega dei ticinesi, imitati dal Partito liberale radicale, nelle elezioni comunali dell’aprile 2013 dicevano che Lugano era forte, si vantavano di essere superiori alla Fallitalia e guardavano dall’alto al basso il resto del Cantone, schernendo gli avversari politici. E intanto che Bignasca-Borradori (Lega) e Giudici (PLR) si contendevano con foga il primato dei consensi nelle elezioni della Città, i rubinetti delle casse cittadine continuavano a spendere e spandere. Liberali e Lega mantenevano troppo basso il moltiplicatore d’imposta anche nel 2013 (70%) e aprivano sempre più la voragine dell’indebitamento finanziario. Ma le cose non migliorano nel 2014: il debito finanziario della Città secondo le previsioni finanziarie 2014, malgrado un moltiplicatore all’80%, peggiorerà di quasi altri 100 milioni per arrivare a un 1 miliardo e 55 milioni di franchi. Fortuna vuole che il costo medio di questo debito finanziario è per ora solo del 2%, perché Lugano è in Svizzera e non in Italia. Quali sono le cause di questo colpevole marasma finanziario? Evidentemente in primis l’annosa politica finanziaria alla Bignasca-Giudici-Quadri del mantenere le imposte comunali ad un livello insufficiente per coprire le spese e gli investimenti.

Purtroppo come in ogni storia di megalomania e cattiva amministrazione finanziaria, inizia ora la politica dei tagli dolorosi, in particolare per i portafogli delle famiglie più deboli! Li troviamo nel rapporto della Commissione della gestione (pag. 22-23): cancellazione dei corsi del doposcuola opzionale; cancellazione dei corsi di nuoto (di sabato e in estate) e di pattinaggio; diminuzione delle colonie estive e invernali; partecipazione ai costi del servizio dentario scolastico; aumento delle tariffe per le settimane verdi, per la settimana polisportiva, per i corsi invernali ed estivi; adeguamento delle tariffe mense e scuola dell’infanzia a orario prolungato (grazie all’impegno dei socialisti la Commissione della gestione sventa per fortuna la stangata dell’aumento da 3 a 8 fr al giorno per i redditi bassi); probabili maggiori costi anche per gli allievi delle scuole medie cittadine (il contributo cittadino viene ridotto del 25%). Questi maggiori costi peseranno sulle famiglie che hanno a carico ragazzi nella scuola dell’obbligo. È grave, se si pensa che i salari stagnano, i premi casse malati aumentano e gli affitti esplodono. Altro che politica di sostegno alle famiglie!


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