La sicurezza della Svizzera e i nostri soldi
19 maggio 2014 alle 11:49

Il bunker antiatomico più grande d’Europa si trovava nel tunnel autostradale del Sonnenberg, a Lucerna. Fu costruito fra il 1970 e il 1976, costò più di 40 milioni di franchi di allora. Il Sonnenberg è stato dismesso nel 2002, nemmeno 30 anni di servizio. Oggi è visitabile. Il Sonnenberg è probabilmente la più grande frottola ideologica mai venduta da chi sparge la paura militare in Svizzera.

Gli storici hanno provato che in caso di guerra il bunker avrebbe avuto un’autonomia di 7 giorni. Dopo un’esercitazione si capì che i calcoli sulla capienza erano sbagliati e che almeno 3’000 persone non avrebbero trovato rifugio. Impiegarono oltre 3 giorni per chiudere le porte. Insomma, un bell’affare, come al solito con i soldi dei cittadini.

Non fidatevi di chi sparge la paura nella nostra bella Svizzera, soprattutto quando lo fa con i nostri soldi.

Votare NO ai Gripen non è solo opporsi all’acquisto di questi aerei, ma è anche dire al Consiglio Federale che ci sono altre priorità che non la propaganda bellica: la sfida pensionistica e del lavoro pretende uno Stato con le finanze in ordine. Non è il caso di mettersi a spendere e spandere per una ventina di aeroplani, comunque non ora!

Ma vogliamo parlare sul serio di sicurezza? Allora chiediamoci da chi dobbiamo difenderci. Con i 10 miliardi previsti per i Gripen possiamo difendere il cittadino che sempre di più è vulnerabile e spogliato della sua privacy. Proviamo ad investire nella sicurezza informatica, la nostra sovranità ormai è messa più in pericolo dalle grandi multinazionali che dai nostri Stati confinanti. Il consigliere nazionale Glättli con la sua “operazione trasparenza” ha dimostrato quanto sia facile sorvegliare ed accedere ai dati privati del telefono cellulare di ognuno di noi, anche qui in Svizzera.

Vogliamo parlare di neutralità? Allora chiediamoci perché nessuno disse nulla quando gli americani passavano con i loro aerei della CIA sulle nostre teste, come confermato da Dick Marty. I nostri aerei dovevano scattare, non rimanere tranquilli negli hangar. Evidentemente gli aerei sono utili à la carte…

Infine, ricordiamoci che la miglior difesa di uno Stato è basata su una sana diplomazia, e fino ad ora la Svizzera è stata capace di coltivare relazioni internazionali che da secoli tutelano il Paese. Questa è la Svizzera che vogliamo. Non fidatevi di chi sparge la paura. Soprattutto se lo fa a spese nostre.

 Sabrina Chakori, Coordinatrice Giovani Verdi

Filippo Contarini, membro del comitato cantonale del PS

Pubblicato su vari mediaonline il 14.5.2014


Categoria: news, rassegna stampa
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