I Gripen sono stati abbattuti, ora lavoriamo sulla sicurezza
19 maggio 2014 alle 12:00

Sabrina e Maurer

Svegliarsi di lunedì con la sensazione di non aver buttato all’aria miliardi dà sollievo.

Il popolo svizzero ha deciso con il 53,4% dei voti che i Gripen non saranno acquistati. Il fronte degli oppositori era ampio, si sa che in un referendum è più facile riunire varie opposizioni, anche molto distanti fra loro. È innegabile, stavolta c’erano gli antimilitaristi, ma anche alti quadri dell’esercito che hanno storto il naso di fronte a questo acquisto.

Noi però, a differenza di altre forze meno democratiche, non ci dimentichiamo che il 46,6% del popolo svizzero voleva spendere questi famosi 10 miliardi per gli aerei da guerra. Siamo coscienti di questa loro propensione e ci chiediamo: ma perché erano disposti a spendere tutti quei soldi per le macchine svedesi? La risposta è chiara: è una necessità di sicurezza sentita profondamente nella nostra società. Ebbene, anche noi siamo convinti che sia necessario dare sicurezza ai cittadini svizzeri, come a tutti i cittadini dell’Europa e del resto del mondo. Ma la sicurezza non passa attraverso il mercato della guerra. La sicurezza passa attraverso la prevenzione, il dialogo, la diplomazia, gli investimenti nella cultura, la capacità di capire le necessità

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dell’altro.

Noi, come voi, non vogliamo guerre a causa della penuria delle risorse, e per questo ci impegniamo a sviluppare le energie alternative e un sistema energetico decentralizzato. Noi come voi non vogliamo guerre a causa della povertà, e per questo ci impegniamo perché la disuguaglianza della ricchezza diminuisca sensibilmente. Noi come voi non vogliamo che un popolo prevalga sull’altro, e per questo vogliamo creare delle organizzazioni internazionali autorevoli dove si possa discutere e dove, infine, cada il diritto di veto di alcune potenze mondiali. Noi, come voi, vogliamo diminuire la disoccupazione, e per questo agiamo nella speranza di poter dare a tutti un lavoro che tenga conto di un salario decente, vogliamo inoltre che negli ambiti lavorativi ci siano condizioni di buona qualità che favoriscano la salute e l’impegno.

La Svizzera è il Paese simbolo della neutralità. Questa è la nostra forza, continuiamo a svilupparla, senza ipocrisie. Ora il popolo ha deciso che gli aerei non si comprano. Non si tratta di una partita in cui il 53,4% ha vinto contro il 46,6%, tutti assieme dobbiamo iniziare a riflettere a come migliorare la sicurezza della nostra piccola Svizzera.

Filippo Contarini, Sabrina Chakori

Pubblicato su vari siti online ticinesi il 19.5.2014

p.s. il mitico team di couleurs 3 – 120 seconds ha immediatamente immortalato lo stato d’animo dei militaristi. Mai commento fu migliore 😀


Categoria: news, rassegna stampa
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