I giornalisti della RSI, i poliziotti e il Gatto Arturo
6 Mar 2018 alle 23:01

 

 

 

 

 

Settembre 2013. Il popolo ticinese approva col 65.4% dei voti l’iniziativa costituzionale per vietare di coprirsi il viso sulla pubblica via. Come diretta conseguenza abbiamo oggi l’orribile “Legge sulla dissimulazione del volto negli spazi pubblici”, entrata in vigore il 1 luglio 2016.
Sabato 27 settembre 2018. Manifestazione popolare a Bellinzona contro l’iniziativa No-Billag (a cui anche noi ci opponiamo). 2’000 i presenti: dipendenti della RSI, amici e famigliari. Tanti politici: Lombardi, Abate, il Consiglio di Stato. Una giornata di festa, accompagnata dall’indimenticabile Gatto Arturo.
Il Gatto Arturo manifestava in piazza, come tutti gli altri, per il suo diritto a vedere garantito il servizio pubblico. Piaccia o no, il Gatto Arturo faceva politica. Ed era una persona che manifestava con il volto coperto. Secondo la Legge del 2016 è vietato coprirsi il volto nelle manifestazioni politiche. Per legge bisognava multarlo. E invece… la polizia faceva adorabili selfie con lui!*
Siamo di fronte ad un paradosso: la Legge è chiarissima, qualsiasi copertura del volto è vietata, qualsiasi maschera. Ci sono solo alcune eccezioni: la mascherina per la salute, il casco da motocicletta, il passamontagna quando si scia, il carnevale, poco altro. Mancano invece eccezioni per le manifestazioni politiche.
Noi non vogliamo che il Gatto Arturo sia multato! Noi siamo per la libera espressione delle idee politiche. Ma è importante tematizzare il problema: mettersi una maschera per motivi politici in pubblico – perché di questo stiamo parlando, anche se era solo il Gatto Arturo – è assolutamente normale ed è parte della nostra cultura, quindi è assurdo vietarlo.
Questa Legge invece c’è, è in vigore, vieta di usare una maschera nelle manifestazioni politiche ed è pericolosa. Perché domani potrebbe esserci un manifestante politico o sindacale che invece della maschera del Gatto Arturo indossa una maschera con le fattezze di un ministro.
E indovinate cosa gli dirà la polizia? Ma è chiaro! Gli diranno che la legge (!) vieta di indossare maschere in giro per strada. E prova tu a dirgli “ma il Gatto Arturo…”. La minaccia è 10’000 franchi di multa, con buona pace della libertà di espressione.
Da alcuni mesi i giornalisti della RSI si battono come dei leoni per la garanzia del servizio pubblico. Probabilmente per la prima volta, ora che sono coinvolti personalmente, i giornalisti scoprono che devono fare attenzione alle parole, alle virgole che sono nelle leggi. Loro ora capiscono che i testi delle leggi vanno soppesati, perché hanno dei significati pesanti, non è solo show business.
Provate ora a pensare se, invece del gattone, una persona avesse coperto il suo viso indossando una maschera che ritraeva il volto di Gobbi. La polizia sarebbe intervenuta, con multe fino a 10’000 franchi. Che sia ora che il mondo del giornalismo apra gli occhi e metta in discussione anche la Legge liberticida sulla dissimulazione del volto?

Martino Colombo, Filippo Contarini

Pubblicato il 8.2.2018 su Ticinotoday.ch


Categoria: news, rassegna stampa

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