Gobbi in Governo: la bugia di un plebiscito ipocrita
24 novembre 2015 alle 14:24

“L’UDC onora la mia terra”. Giuro, l’ha detto sul serio! Per avere 5 minuti di notorietà – e tanto consenso casalingo – Gobbi ha accettato di giocare il ruolo della comparsa e dice pure che dobbiamo esserne onorati! Che gioia in Ticino: tutti a complimentarsi, viva i ruffiani, viva la lode al potere!

Gobbi non verrà eletto in Consiglio federale. E tutti lo sanno, ma fanno girare la macchina mediatica a vuoto, così i ticinesi ne parlano un po’ e si sentono molto orgogliosi. Chiaramente sfoderando il patetico ritornello che per essere eletti perlomeno bisogna provarci. Sia però ben chiaro, il motivo della sua non elezione non saranno le sue famose espressioni razziste, né le sue azioni politiche (chi si ricorda il caso Arlind?). Quelle all’ultradestra piacciono.

L’UDC vuole mettere in governo il cocchino di Blocher, un giovinotto trentacinquenne di nome Thomas Aeschi che avrebbe margini politici grandi come quelli di un burattino. È un rappresentante della Destra borghese nazionalista e per decidere il suo nome i Democentristi si sono spaccati: Aeschi ha vinto 44 voti a 37 su Brand. Per elevarsi a partito composto da grandi uomini di Stato (Maurer dixit in conferenza stampa), ovvero per fare gli interessi del miliardario, usano tutte le mosse possibili per spargere cortine fumogene. La Lega, che evidentemente ha interessi politici suoi, non pensa al sistema-Paese, se ne frega di chi sarà l’eletto nel governo federale e quindi fa partecipare Gobbi a questa sfilata di bellezza. È vero stupore vedere proprio la Lega partecipare a questo vilipendio celato all’opinione pubblica: loro che sbraitano ogni tre per due contro i balivi! E invece accettano a capo chinato il gioco sporco dell’UDC, che nei confronti del Ticino è composto da più balivi di qualsiasi altro partito svizzero. E che ora cerca pure di mettere il parlamento con la schiena al muro proponendo un “tricket” con un solo candidato “forte” e due insalate. Il tutto condito dalla minaccia statutaria di espulsione a un altro candidato svizzero tedesco che venisse eletto contro Aeschi (Blocher).

Le frasi di Gobbi in conferenza stampa confermano questa grande ipocrisia collettiva. Le commento qua:

a) “La sua candidatura porta onore alla sua terra”. Falso: è avvilente vederlo là a giocare il ruolo della bandierina! In politica l’onore lo ha chi gioca sul serio, non è giusto che il Ticino sia trattato come il fratellino piccolo che può solo stare alla finestra a guardar giocare i grandi. Infatti, lo capiscono anche i polli, lui non ha chances. Un esempio per tutti: se voi foste dei politici dell’UDC, vi lascereste sul serio prendere il posto da un parvenu di un altro partito per fare il ministro federale? La Lega che ha oltretutto mandato l’UDC a quel paese in più di un’occasione?

b) Ricordiamo che se Gobbi fosse stato dell’UDC nel governo ticinese non sarebbe mai entrato. Presentato da un leghista duro e puro come Pantani, è figlio della politica leghista. Lui si è detto anche personalmente onorato di essere stato messo nel “tricket” UDC. Ma ricordiamo che ha potuto farlo solo entrando nell’UDC, dopo essere stato eletto come leghista in Governo e non avendo fatto la Lega la congiunzione con l’UDC. È un onore essere un voltamarsina?

c) La frottola più importante è sostenere che l’UDC, proponendo questo tricket insulso, rispetta la Confederazione, l’Assemblea federale e la sua composizione federalista e pluralista. Smettiamo di far credere al popolo che la politica sia fatta di agnellini e pensiamo un po’ di più alla concordanza, insomma! Il primo criterio per eleggere un Consigliere federale è la capacità di creare consenso sulla linea politica che esprime. Il secondo consiste nei rapporti di forza che sarà in grado di gestire. Questi rapporti di forza sono così complessi che il partito liberale non è riuscito a proporre un uomo formidabile come Dick Marty come ministro. Ora sul serio crediamo che il Parlamento elegga Gobbi perché sarebbe un buon intermediatore culturale? Siamo diventati così ingenui da pensare sul serio il governo federale sia il posto dove basta parlare italiano per ottenere vittorie politiche?

Quello che succede in Ticino attorno a questa candidatura è incredibile, l’analisi politica è a terra. E fa impressione che così facendo siano tutti indirettamente d’accordo a far eleggere un estremista come Thomas Aeschi in governo, senza invece pretendere che l’UDC dia una vera scelta al parlamento fra un hardliner e un UDC moderato. È sempre la stessa storia: prima viene Blocher, poi la Svizzera.

Filippo Contarini

Pubblicato su gas.social il 23.11.2015


Categoria: news, rassegna stampa
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