Eredità milionarie: se gli straricchi ci tengono in scacco
21 Aprile 2014 alle 17:13

Torniamo sul tema delle eredità milionarie e cominciamo dalla chiarezza delle statistiche federali: meno del 2% dei contribuenti ticinesi ha 2 milioni di franchi o più da dare in eredità (dati 2010, pubblicati nel 2013). Il due-per-cento! Dobbiamo quindi essere un attimo realisti e discutere l’argomento in modo meno populista di quanto fatto finora.

Negli ultimi tempi vari esponenti politici borghesi a capo delle associazioni per le PMI hanno annunciato di volersi opporre all’iniziativa della Sinistra sulla tassazione delle eredità milionarie, pensiamo ad esempio a François Rime (UDC) o Fabio Regazzi (PPD di destra). No news.

Prima di discutere la loro posizione vediamo in breve cosa propone questa giustissima iniziativa: se il caro estinto lascia agli eredi più di 2 milioni di franchi (puliti dai mutui e dalla metà che va al coniuge), la parte che supera questi 2 milioni è tassata al 20%. Concretamente: se l’eredità pulita è di 2,5 milioni, gli eredi dovranno pagare una tassa di 100’000 franchi (20% di 500’000) e si troveranno comunque con i restanti 2,4 milioni in tasca. Pochini, vero?

Si tratta di un’iniziativa costituzionale, il parlamento dovrà farla diventare legge e discutere alcune questioni spinose. Il trattamento delle PMI è una questione spinosa. L’obiettivo della Sinistra non è certo azzerare la ricchezza e i posti di lavoro creati dalle piccole aziende che con grande sacrificio rendono florida la nostra Svizzera. Non si tratta di top manager parassiti, ma di artigiani e imprenditori confrontati ad un mercato globale sempre più aggressivo, la loro esistenza ci sta profondamente a cuore.

Noi evitiamo però di fare gli ipocriti e evitiamo soprattutto di spargere il terrore economico. Quindi facciamo due riflessioni.

La prima è pratica: le PMI a conduzione familiare che hanno più di 2 milioni di franchi di patrimonio netto da lasciare agli eredi (detratti i debiti e la quota al coniuge), sono poche, di solito sono ben avviate e soprattutto non sono piccole. Certo lo sappiamo: nelle associazioni delle PMI chi fa la voce grossa sono i proprietari delle imprese un po’ più grandi, è quasi normale che questi signori si rigirino nel letto e si lamentino a mezzo stampa quando si parla dei loro soldi. Ma la realtà è che la Sinistra ha pensato anche a loro! E soprattutto a come far girare l’economia, quella vera, produttiva. Non è un caso che nel paragrafo 5 del testo dell’iniziativa (vedi qui) parliamo delle imprese di famiglia. Il legislatore dovrà tenere bene in mente che con la tassa sulle eredità milionarie la produttività delle PMI non deve essere messa in pericolo.

Sono i privilegi che vanno contrastati, non il lavoro. E quindi dovranno essere trovati dei meccanismi (sospensioni di imposta, deduzioni, metodi contabili alternativi) per garantire questo tessuto produttivo. Ma attenzione, è la vita dell’impresa che deve essere garantita, non certo la belle vie degli eredi, che invece sta tanto a cuore ai vari Regazzi e Rime.

La seconda riflessione è più fondamentale: da alcuni anni vari premi Nobel dell’economia (p.e. Krugman e Stiglitz) ci rendono attenti che la prima causa dei crack economici è la diseguaglianza economica. Non è facile idealismo, ma sono freddi numeri. E poi, basta vedere cosa succede in Svizzera: negli ultimi 30 anni la “forchetta” tra i ricchissimi e gli altri è aumentata tantissimo, con la crisi meno famiglie possiedono ancora di più, mentre le prestazioni delle casse pensioni diminuiscono, i sussidi disoccupazione ai giovani sono stati praticamente azzerati, si tagliano i servizi agli invalidi. Insomma: Robin Hood al contrario. Grazie Rime, grazie Regazzi.

Vogliamo una politica concreta? Allora mettiamo una tassa giusta là dove non c’è in gioco il lavoro o il merito, e quindi sulle eredità. Si tratta di un aiuto concreto alla nostra economia perché questi soldi tornano in circolo e non vengono messi sotto il materasso. E soprattutto è una riforma a favore della stragrande maggioranza della popolazione, e non come al solito buona solamente per i soliti quattro gatti che han già tutto.

Filippo Contarini (presidente dell’antenna italiana della Sezione internazionale del PS Svizzero) e Carlo Zoppi (membro della Direzione cantonale del PS Ticino)

Pubblicato su Ticinolibero il 15.4.2014


Categoria: news, rassegna stampa
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