Ecco perché l’iniziativa “per l’autodeterminazione” in realtà rafforza gli accordi bilaterali
8 Novembre 2018 alle 2:07

L’UDC da mesi ci dice che l’iniziativa popolare cosiddetta “per l’autodeterminazione” metterebbe KO gli accordi di libera circolazione. Ma questa è una gran frottola, paradossale peraltro, siccome è proprio la loro iniziativa a difendere i Bilaterali!
In realtà non è strano che l’UDC li difenda, per capirlo facciamo un piccolo salto indietro. Forse non tutti se lo ricordano, ma l’UDC diede l’OK ai trattati Bilaterali. Lo decise all’assemblea di Appenzello del 15 aprile 2000, seguendo la proposta di voto del suo Consigliere federale Adolf Ogi (lo trovate a questo link del 2000). Ragazzi, la storia non la si fa senza prendersi le proprie responsabilità. Ma oggi i rampanti UDC della storia se ne fregano, anche quando è la loro.
C’era un motivo per votare sì a quei bilaterali. Dopo che Blocher cominciò la sua carriera politica nazionale abbattendo l’adesione allo spazio economico europeo (50.3% dei voti), la Svizzera cadde in una fase economicamente difficile e cominciò le trattative con l’Europa, che stava invece cominciando a rafforzarsi. Era un piccolo Stato contro un colosso, senza un accordo l’UE ci avrebbe potuto bloccare l’accesso alle vie aeree, o al sistema bancario, ecc. Ecco allora i Bilaterali I, che contengono anche la libera circolazione, votati dal popolo il 21.5.2000 con il 67.2% di Sì.
Il popolo svizzero tornò alle urne il 25 settembre 2005, visto che ci fu un ingrandimento dell’UE. Come già nel 2000 votavamo un compromesso, un minestrone di misure che ci stavano imponendo come in un mercato delle vacche. La Micheline riuscì però a strappare delle buone condizioni settoriali al “pacchetto completo”. I votanti approvarono i Bilaterali II anche stavolta, con il 56% dei voti.
Va però detto: almeno i bilaterali abbiam potuto discuterli. Perché l’abbattimento del segreto bancario (fino al 2008 l’idolo nazionale, ben più importante della statua di Elvezia) non abbiamo certo potuto votarlo. È caduto di sabato notte, a mercati chiusi, il Consiglio federale usò una clausola propriamente prevista per il diritto di guerra… Quell’imposizione dall’esterno cambiò la vita di centinaia di migliaia di persone. E si noti bene, noi socialisti quando criticavamo il segreto bancario avevamo la scabbia, l’America ci mise invece circa 5 minuti e i simpatizzanti UDC sono ancora là a elogiare Trump…
Torniamo all’iniziativa dell’UDC, quella che quando l’hanno scritta il foglio era bianco e il 100% di parole che ci sono scritte sopra le hanno decise loro a tavolino. Loro (non io!) hanno scritto che se un trattato internazionale è stato votato dal popolo, allora ha valore doppio. Questo è scritto nella modifica dell’art. 190, e si tratta dell’unica modifica direttamente applicabile dai tribunali svizzeri (svizzeri neh, non i famosi giudici stranieri). Tutti gli altri articoli sono solo programmatici e senza un tribunale costituzionale non sono direttamente applicabili.
Questo significa che concretamente l’UDC con la sua iniziativa “per l’autodeterminazione” ha (di nuovo, come nel 2000!) rafforzato il ruolo dei trattati Bilaterali nel diritto svizzero. Ora qualcuno alzerà il ditino e dirà: ma come, nel 2014 il popolo non ha votato Sì all’iniziativa “sull’immigrazione di massa”? Verissimo, ma ribadisco che cambiando l’art. 190 l’UDC ora dà un significato superiore ai trattati internazionali votati dal popolo, superiore anche alle modifiche costituzionali. Andatevelo a leggere, essu.
Proprio a causa di quella modifica del 190 la Carta dei diritti dell’Uomo è a rischio: è stata adottata in un momento in cui non era previsto il referendum per i trattati internazionali, c’è quindi il rischio che non sarà più direttamente applicabile (ma per fortuna c’è sempre l’art. 122 LTF a difenderla).
Quello che l’UDC non dice è che da almeno 20 anni i giuristi di tutte le università provano a scrivere – proprio in quell’art. 190 – che in Svizzera dovrebbe esserci un tribunale costituzionale. E sapete chi è il primo oppositore al tribunale costituzionale? Ma che domande: proprio l’UDC!
Quindi, sinceramente, gli aderenti dell’UDC devono smetterla di straparlare sugli accordi Bilaterali. Loro li hanno sostenuti, il popolo li ha votati perché loro li volevano. E ora con la loro iniziativa avranno addirittura valore maggiorato.

Filippo Contarini

pubblicato su ticinotoday.ch il 6 novembre 2018


Categoria: news

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