Disegnare la società con Timothy
29 Giugno 2014 alle 13:56

Intervista a Timothy Hoffmann, bravissimo disegnatore ticinese, presa dal bel newsblog www.faigirarelacultura.ch

 

arial unicornDisegnare la società con Timothy. Abbiamo incontrato Timothy Hofmann, giovane talento ticinese, che si sta facendo strada a suon di disegni. Una formazione di tutto rispetto e tanta creatività che gli sono valsi diversi premi, tra i quali anche quello di progetto ticinese più votato dal pubblico di #faigirarelacultura. Il suo lavoro? Bello, brutto, distopico….

Per te saper comunicare attraverso le immagini è una dote naturale o una ricerca continua? È decisamente una ricerca continua! Fin da bambino ho avuto una predisposizione verso il disegno. Ero affascinato da quei tratti di china su carta. Ho così cominciato a copiarli, poi a crearne di miei. Mi ritengo fortunato: essendo cresciuto negli anni ’90 ho potuto godermi gli ultimi veri capolavori dei cartoni animati, il miracolo dell’evoluzione dei videgiochi e della nascita di internet. Ho avuto una crescita piena di stimoli visivi e tutto quello che ho assimilato nella mia vita fin’ora posso oggi filtrarlo ed estrapolarlo creativamente. Tutto quello che ho assimilato, i miei studi mi hanno aiutato ad utilizzarli correttamente: in maniera coscienziosa, estetica e critica. Ora guardo più cartoni animati e leggo più fumetti e libri di quand’ero ragazzo. I telefilm sono anche una fonte molto importante (sono il cinema hollywoodiano contemporaneo). Tutto quello che vedo adesso lo faccio con due occhi diversi. Con uno mi svago e con l’altro ricerco.

Cosa serve oggi per poter emergere nel mondo dell’arte e del disegno? Ah, a saperlo sarei probabilmente già famoso! Perseveranza e ingegnosità sicuramente. Ma è un po’ banale, perché vale per qualsiasi campo professionale. Direi apertura mentale, soprattutto in Svizzera e in Ticino, dove tendiamo a chiuderci un po’ in noi stessi. Qualche contatto qua e là non guasta mai, ma non c’è per forza bisogno di essere immanicati. Per me è sempre stato naturale essere cortese e sociale con tutti. In seguito, coloro che sono stati incuriositi o impressionati da quello che facevo, mi hanno fornito dei contatti utili. La maggior parte dei lavoretti su commissione che ho avuto sono stati assegnati, per esempio, “da un amico della sorella della tipa di un mio amico”. Non sono forse stati lavori importanti, ma sono quei piccoli slanci iniziali che ti donano qualche soldo e tanta motivazione in più.

Lavorare come giovane artista in Ticino, cosa significa? Significa avere tanta iniziativa e uno sguardo attento. Stiamo vivendo in un Ticino in piena trasformazione, sia urbana che sociale. Trovo sia molto stimolante. Lavorare come giovane artista in Ticino significa avere la sensibilità per porsi le domande giuste e sapere come spingere il pubblico a porsele a loro volta.

Una graphic novel su una Lugano del futuro che tocca temi molto sentiti, un lavoro certamente coraggioso, perché hai scelto di proporre questa graphic novel? Qual è il messaggio che vuoi lanciare? Il fumetto, oltre ad essere il media con cui mi esprimo meglio, è il mezzo comunicativo per eccellenza: possiede la forza dell’impatto visivo e il fascino della narrazione e delle parole. Credo che qualsiasi artista concorderebbe con me quando dico che per realizzare qualcosa di buono bisogna innanzitutto farlo per sé stessi. Il mio stimolo iniziale era creare un fumetto che significasse qualcosa. Con un po’ più di spessore, insomma. Trovo sia il passo giusto dopo il blog, a cui ho lavorato negli ultimi 4 anni. Nella graphic novel vi è tanta cultura pop, come menzionato prima, e contemporanea. La mia principale referenza in questo caso è probabilmente Isaac Asimov, che in tanti anni ha saputo trattare temi importanti e senza tempo, quali le linee politiche dei governi in espansione e la paura verso ciò che è diverso da noi. Come ho detto prima, vorrei che il mio lavoro sia un invito alla riflessione sul cambiamento che stiamo vivendo attualmente, sullo spavento che esso porta e sulla diffida verso chi fa leva sulle nostre paure per i propri tornaconti. Ci saranno sicuramente degli elementi provocatori. Alcuni probabilmente non saranno in grado di capirli, cioè di accettarli per quello che sono, ma pazienza. Mi ispiro dalla realtà e racconto un futuro alterato.

Il sito di Timothy si chiama www.thequickpeep.net


Categoria: proposte
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Una replica a “Disegnare la società con Timothy”

  1. Roberta Nicolò ha detto:

    Ahh ma grazie mille!!! Timothy è un grande artista e noi di #faigirarelacultura siamo felicissimi di averlo incontrato!!

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