Ah, les salaires minimums
20 maggio 2014 alle 11:43

Scrivevo un email nel 2011, piena campagna elettorale. Nella vita ci si pente di alcune cose, una è non aver il coraggio di parlare e dire tutto ciò che si pensa. Sto imparando, la politica è un’attività molto più difficile di quel che dice la voce popolare. La realtà è che solo essendo veri si può pretendere di essere credibili. A buona memoria.

Compagne e compagni,

come sapete sono estremamente favorevole alla lotta per i salari minimi. Ho anche scritto un articolo alla regione sul tema, apparso alcune settimane fa.

Vi scrivo oggi però perché ho trovato un dato interessante sull’annuario statistico 2010 dell’USTAT.
Pagine 168-170, tabella “Salario mensile lordo – mediana”

Scorrendo i dati si scopre che di 41 settori professionali censiti

– 4 sono sotto i 4’000 CHF

– altri 8 sono sotto i 4’500 CHF

Questi 12 settori occupano circa 35’000 persone, su 141’000 occupati in Ticino, quindi il 25% della popolazione occupata. Di questi, 2/5 sono stranieri. Svizzeri toccati quindi ne rimangono solo circa 21’000.
Questo vuol dire, facendo un calcolo comunque grezzo e approssimato, che 28 settori e circa il 75% della popolazione occupata in Ticino non è toccata (se non solo in minima parte) dalla nostra iniziativa sul salario minimo. (Nota metodologica: è chiaro che anche dove la mediana è più alta di 4500 ci sono lavoratori che prendono meno di 4’000 CHF. Ma è anche vero che dove la mediana è più bassa ci sono lavoratori che ne prendono di più! Quindi compenso i due fattori e tengo il dato grezzo 25%-75%).

I socialisti han fatto passare una mozione e una proposta molto interessanti al CN. Uno per i Contratti Normali di Lavoro (CNL)  e uno per i falsi indipendenti. E questo dobbiamo comunicarlo in modo incisivo. Però non sono sicuro che basti. Anzi, sono sicuro che NON basta, elettoralmente parlando. I CNL ticinesi hanno infatti già un salario minimo e coinvolgono ambiti dove di lavoratori stranieri ce n’è una barca (vendita al dettaglio, personale domestico, agricoltura…). I falsi indipendenti sono un problema, sì, ma se parliamo con la gente, quella per strada, ognuno di loro ha conoscenza di un frontaliere che lavora in regola semplicemente a meno soldi. Perché i frontalieri all’azienda costano meno anche se sono in regola.

Come dice il mio professore di diritto economico, la gente difficilmente vota per quello che è, ma per quello che vorrebbe essere. E se una persona che guadagna 4’000 CHF pensa che vorrebbe avere un salario di 6’000 CHF e sa che c’è un frontaliere che viene assunto per lo stesso lavoro a 5’000 CHF, beh, quella persona voterà Lega, perché noi, in questo momento, gli garantiamo che guadagnerà 4’000 CHF, non 6’000. A chi guadagna 6.000 CHF al mese comunichiamo che offriamo di sicuro molto idealismo. Ma il dumping ora inizia a essere pressante proprio là, dove la gente guadagna ben più di 4’000 CHF.

A questo va aggiunto, e siamo sinceri una volta per tutte, che la fascia più povera della popolazione NON VOTA e che in Europa la sinistra arranca soprattutto fra i poveri. Automaticamente gli stranieri sono un ottimo capro espiatorio politico per la destra. Dove sono allora i voti per dire sì al salario minimo?

(…)

F.C. (riproduzione riservata)


Categoria: proposte
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