2 milioni di franchi e più. Chi non vorrebbe ereditarli?
17 maggio 2015 alle 22:12

Mi piacerebbe guadagnare qualche milione di franchi. Niente ipocrisie, né moralismi. Se fatti onestamente e frutto del lavoro e dell’ingegno (o della fortuna!) i soldi non sono lo sterco del diavolo. A me i soldi non fanno schifo, anzi. La cosa importante è che si paghino le tasse e che ci sia trasparenza sul loro utilizzo.

La realtà però è un’altra: io non avrò mai qualche milione di franchi.

Ci sono i sogni, e poi ci sono i fatti: nelle società occidentali l’accesso alla ricchezza è preordinato alla provenienza. Se vieni da una famiglia molto ricca la probabilità di diventare ricchissimo è drammaticamente alta. Se vieni da una famiglia normale puoi fare i soldi, ma non certo tanti milioni, per la stragrande maggioranza dei cittadini è pura fantasia.

La narrativa del sogno americano per cui tutti hanno la possibilità di diventare milionari è e rimane una favola che tutti gli studi economici sulla distribuzione della ricchezza nell’ultimo secolo hanno sconfessato. Ma è così facile proiettarsi nella dimensione del desiderio! Pericolosissimo l’annebbiamento sulla realtà delle cose.

Io chiedo di votare SÌ alla prossima votazione sulla tassazione delle eredità soprattutto per questo motivo. Perché questa iniziativa cerca di togliere il discorso politico dal mondo dei sogni e vuole riportarlo nella realtà delle cose. Il 97% della popolazione non sarà mai toccato dalla tassazione della sua eredità, ma la società tutta vedrà in compenso garantita l’AVS in futuro grazie alla tassazione delle eredità dei multimilionari.

Cerco di spiegare la tecnica di questa tassa un’ultima volta in modo chiaro. Quando una persona muore vengono raccolti tutti i suoi beni. Se è sposata bisogna sciogliere il matrimonio e quindi la parte del coniuge non è inserita nel calcolo. Bisogna inoltre togliere dalla somma tutti i debiti, perché il calcolo per la tassa sull’eredità si fa sul patrimonio netto. In particolare bisogna togliere l’ipoteca della casa. Se su una casa del valore di un milione e mezzo c’è un’ipoteca di un milione, chiaramente nel calcolo entra solo il valore restante, ovvero mezzo milione. Ecco, a questi soldi che rimangono si applica una franchigia di 2 milioni di franchi.

Questo è maledettamente importante: se l’eredità è di meno di due milioni di franchi, non c’è la tassa. La tassa si prende sui soldi che sono oltre i 2 milioni. Se l’eredità è di due milioni e mezzo di franchi, la tassa si prende solo su quel mezzo milione che avanza.

Torniamo all’inizio.

Solo il 3% degli svizzeri ha patrimoni netti che potrebbero venire tassati alla loro morte con questa imposta sull’eredità. Io non li ho. Coloro che mi stanno leggendo probabilmente non li hanno. Perché due milioni di franchi netti sono un sacco di soldi. E, nota bene, la tassa è prelevata solo sui i soldi che superano quella soglia!

Soldi che arrivano gratis nelle tasche di figli e nipoti di persone molto ricche. Tanti, tanti soldi, che la maggior parte degli svizzeri, anche lavorando tanto, non riuscirà mai a risparmiare, perché non viene dalla famiglia giusta.

Quest’iniziativa non è comunista. Non è estremista. Il grandissimo economista liberale Luigi Einaudi, uno che si salvò grazie alla Svizzera e che da essa sempre prese esempio nella sua attività politica, sosteneva che esiste l’esigenza di non creare un privilegio a favore di chi non ha fatto nulla, di chi si contenta di godere nell’ozio la fortuna ereditata. Pensare che sia io, un socialista, a dover fare lezioni di liberalismo ai liberali svizzeri fa sorridere. Ma ormai le assurdità sulla ricchezza in Svizzera sono talmente estreme che lo si riesce a fare anche volentieri.

F. C., pubblicato su tio.ch il 14.5.2015


Categoria: news, rassegna stampa
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