Riduzione delle tasse e sostegno allo studio

Borse di studio e prestiti di studio

Attualmente ci sono due modi, in Ticino ed in altri cantoni, di finanziare lo studio a persone che provengono da famiglie con scarse disponibilità finanziarie. Da un lato c’è l’assegno di studio, dall’altro il prestito.

L’assegno di studio è una somma di denaro data dallo Stato a fondo perso al giovane, come sostegno finanziario incondizionato al suo studio superiore.

Il prestito allo studio è una forma recente di sostegno che sta viepiù prendendo piede poiché si ritiene responsabilizzi di più chi riceve i soldi. In pratica consiste nel finanziare il richiedente la borsa di studio con un tot. di soldi mensili, che dipendono da vari fattori, stabiliti dalla legge e dai regolamenti. Questi soldi andranno poi restituiti. In genere il prestito non va rimborsato subito. Per dieci anni dalla fine degli studi rimane congelato e poi si può rimborsare pian piano con interessi limitati.

Geniale, mi si dirà, così una persona che riceve un prestito si sente veramente vincolata e quindi si impegna a riuscire bene nel suo studio e nel suo futuro lavoro. No, rispondo io. Contesto in modo deciso questa lettura delle cose.

Chiarisco innanzitutto che non sono completamente contrario ai prestiti di studio. Una persona che ha, ad esempio, già una laurea ed un lavoro e che vuole rimettersi a studiare penso trovi nel prestito di studio un bellissimo aiuto che non dipenda dalle banche e dalla loro logica finanziaria.

Per un giovane fresco di scuole obbligatorie il discorso invece è diverso.

Andiamo all’origine di tutto: la provenienza famigliare. La nostra società è ancora strutturata sul principio secondo il quale il bambino che nasce fa parte della famiglia formata dai suoi genitori, dai nonni, dagli zii eccetera. Dal rapporto famigliare nascono degli obblighi (giuridici e morali), in particolare i genitori devono sostenere i figli per tutta la loro formazione.

Un giovane fresco di maturità ha quindi il diritto di vedersi gli studi sussidiati dalla propria famiglia, se questa ne ha le capacità finanziarie. Chi proviene da una realtà economica più sfavorevole non ha diritto ai soldi per lo studio, se non ci sono. È qua che entra in gioco la borsa di studio.

Si tratta di garantire parità di accesso agli studi per giovani che provengono da famiglie ricche e povere.

La grande differenza tra l’assegno di studio ed il prestito non si scatena, però, nel periodo universitario. Il suo impatto è infatti successivo, al momento della ricerca del lavoro. È qui, infatti, che i freschi laureati decidono, in libertà, a quale lavoro puntare. È qui che decidono che tipo di vita avranno in futuro.

Ritrovarsi con un prestito di svariate decine di migliaia di franchi sulle spalle significa avere meno libertà nella ricerca di un lavoro. Di sicuro non ci si potrà permettere un’occupazione mal retribuita, ma interessante, poiché non si avrebbero i mezzi per vivere e ripagare il prestito.

È evidente quindi che puntando sui prestiti la discriminazione sociale causata dalla sfortuna di essere nati in una famiglia di modeste capacità economiche ritorna prepotentemente dopo lo studio. E questo è inaccettabile!