L’evoluzione della tutela dei lavoratori
8 maggio 2013 alle 3:11

Quando Vincenzo Vela realizzò “Le vittime del lavoro”, dedicato agli operai morti durante la costruzione del Gottardo del 1882, si inserì con forza nella discussione sulla questione operaia della seconda metà dell’Ottocento. Nel 1874 la nuova Costituzione svizzera aveva riconosciuto il diritto alla sicurezza sul lavoro, in particolare per gli operai nelle industrie “malsane e pericolose”,640-816 e con la prima legge sul lavoro nelle fabbriche, emanata nel 1877, fu stabilito a livello federale un limite al lavoro infantile e la responsabilità dei fabbricanti per gli infortuni dei loro operai. Quel progresso fu quasi spettacolare, vista la sacralità di cui ancora godevano in quel periodo i grandi imprenditori privati.

La grande svolta avvenne nel 1890: su spinta dei movimenti operai fu sancita nella Costituzione l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni. Si trattava della prima assicurazione sociale federale in Svizzera, gli infortuni (gli influssi, causati da fattori esterni straordinari, sul corpo umano dannosi, improvvisi e involontari che possono compromettere la salute) provocavano condizioni di vita miserevoli. Esplosioni, cadute e quant’altro provocavano feriti e morti, l’assicurazione garantiva loro una tutela economica ampia e promuoveva attivamente la prevenzione sul lavoro.

Come spesso succede i veti incrociati di imprenditori e assicuratori privati bloccarono i progressi, ci vollero ben 30 anni per creare la SUVA, un istituto federale monopolista che assicurasse gli infortuni professionali, facendo pagare i premi al datore di lavoro. Sebbene non tutti i lavori fossero assicurati, il suo ruolo è stato fondamentale in tutto questo ultimo secolo per la sicurezza sul lavoro. Più i lavoratori erano sottoposti ai rischi, più alti sarebbero stati i premi assicurativi da pagare per le imprese. In questo senso sin da subito si sviluppò l’ambito della prevenzione, il Consiglio Federale emanò svariate ordinanze sulla sicurezza e la

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SUVA ottenne ampie competenze, collaborando molto con le organizzazioni attive nei vari settori lavorativi.

Rimasta invariata per anni, la legge federale si rivelò insufficiente a fronte delle evoluzioni del diritti nel mondo del lavoro nel dopoguerra. Solo 2/3 dei lavoratori erano assicurati con la SUVA. Il Ticino si dimostrò progressista, decidendo nel 1968 di sottoporre tutte le imprese all’assicurazione contro gli infortuni. E nel 1970 il PS nazionale propose un’iniziativa per rendere obbligatoria l’assicurazione malattia e quella contro gli infortuni a tutti i lavoratori. Il periodo storico polarizzato fece naufragare l’iniziativa, ma il Consiglio Federale si attivò per elaborare la nuova LAINF (Legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni), emanata infine nel 1981, imponendo la tanto voluta copertura obbligatoria per tutti i lavoratori.

Un’innovazione centrale di questa nuova legge fu la centralizzazione della prevenzione contro gli infortuni. Fino ad allora la SUVA era responsabile solo della prevenzione per i lavori da lei assicurati. Il resto lo facevano gli ispettori federali e cantonali del lavoro, basandosi sulle leggi sul lavoro. Con la nuova LAINF, ora unica legge sulla sicurezza sul lavoro, venne creata la Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro, presieduta dal direttore della SUVA. 700-505 dumps Grazie a delle deliberazioni vincolanti può provvedere ad un’applicazione più chiara delle regole sulla sicurezza e quindi armonizzare la SUVA, gli ispettorati del lavoro federali e cantonali e infine le altre organizzazioni specializzate attive sul campo.

F.C. Apparso su Confronti l’8 maggio 2013


Categoria: news, rassegna stampa
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