Allarmismo ingiustificato sull’imposta di successione
15 dicembre 2011 alle 10:21

Da qualche giorno c’è aria di “corsa alla donazione” in Svizzera. Anche da noi i notai sorridono, di clienti della Ticino-bene che affollano i loro studi ce ne sono come piovesse! Cercando infatti di non incappare nella norma-ghigliottina prevista nell’iniziativa costituzionale sull’imposta sulle successioni fiscali (se nel 2013 verrà accolta l’imposizione sarà infatti retroattiva al 1.1.2012), i benestanti nostrani stanno facendo di tutto per liberarsi dei loro averi.

Si sa, dove ci sono spostamenti di soldi i liberali devono intervenire e marcare terreno, l’ambiente politico si è quindi un poco surriscaldato vedendo queste grandi manovre. Le sirene allarmiste borghesi stanno già facendo circolare informazioni monche e capziose (vedi ad esempio Giovanni Merlini su Opinione Liberale del 2 dicembre). È quindi bene, testo dell’iniziativa alla mano, ribadire alcuni concetti.

Anzitutto va detto che quello delle imposte di successione è un tema che tocca tutti noi, anzi tutti nostri eredi. Da sempre al centro del dibattito, già Einaudi, che di sicuro non era un socialista, ne era favorevole. Non è difficile capire perché: senza imposta di successione i giovani delle famiglie benestanti saranno sempre molto, molto avvantaggiati su tutti gli altri.

Ma non è solo il problema etico che deve stare al centro del dibattito. Bisogna anche fare chiarezza su alcune questioni tecniche. Partiamo dalle donazioni. Il testo è chiaro: l’art. 129a cpv.3 let. d. prevede che i regali sotto i 20’000 CHF saranno esentati dall’imposta. Pur di fare facile demagogia anti-inziativa i liberali stanno ossessivamente mettendo in giro la voce che le donazioni sopra quella soglia saranno tutte tassate al 20%. Ora, se con un po’ di attenzione leggessero la let. a. dello stesso capoverso scoprirebbero che ci sarà “una franchigia unica di 2 milioni di franchi sull’importo complessivo della successione e di tutte le donazioni assoggettate all’imposta”. Insomma, calma e sangue freddo: chi non arriva a due milioni (2’000’000 CHF!) di lascito non pagherà un centesimo di imposizione, nemmeno se l’avere in questione era stato oggetto di una donazione.

Secondariamente è importante far notare ciò che i contrari all’iniziativa sottacciono sistematicamente: la quota per le vedove e i vedovi non sarà sottoposta all’imposta (cvp. 3 let. b.). È ovvio che questo diminuirà di molto la cerchia di chi ne sarà assoggettato.

Ma veniamo al punto veramente critico, sul quale fanno l’assurda e populistica propaganda i contrari all’iniziativa: anche i ceti medi sarebbero colpiti da questa imposta, dicono, perché in fondo sono tantissime le persone che hanno due milioni da lasciare. Qua bisogna essere seri e basarsi sui fatti, ovvero sui dati dell’ufficio federale di statistica: circa il 9% della popolazione ha più di 5 milioni di franchi e  circa l’11% ha tra 2 e 5 milioni. Il restante 80% della popolazione, ovvero la stragrande maggioranza, non arriva ai fatidici due milioni, compresi il terzo pilastro e la casa (secondo il valore di mercato e tolta l’ipoteca), rimanendo così sotto la franchigia.

Ma attenzione, proviamo a calcolare cosa significano nel concreto questi numeri. Pensiamo a un defunto che lascia 3 milioni di franchi a due figli. 2 milioni sono esentati. Sul restante milione c’è il 20% d’imposta, ovvero 200’000 CHF. Senza l’imposta ogni figlio vede quindi 1’500’000 CHF, con l’imposta 1’400’000. Non si lascia morire di fame nessuno.

Per favore, rimettiamo al centro del dibattito le cifre e la realtà.

 

Filippo Contarini, giurista

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3 risposte a “Allarmismo ingiustificato sull’imposta di successione”

  1. F. Soldati ha detto:

    Ciao Filo,

    ottimo articolo.
    Ci sono però 3 punti dell’iniziativa, che non mi convincono:

    1) Perché passare da 0 % a 20 %? Non è per niente coerente… credo che se l’iniziativa proponesse 5 % (o addirittura 10 %) la probabilità dell’accettazione sarebbe più alta. Chi troppo vuole nulla stringe. Proprio per questo motivo sono abbastanza sicuro che l’iniziativa non passerà.

    2) Non credi che molti Super-Ricchi sposterebbero il proprio domicilio? Gli eredi dei due Mantegazza ad es. dovrebbe pagare 800 milioni (!)… idem per molti altri. Perfetti ad es. ha appena spostato il suo domicilio in Gran Bretagna (abitava a Bioggio) a causa degli inasprimenti fiscali.
    Ricordiamoci che ad un aumento delle entrate fiscali “ereditarie” corrisponderebbe una perdita importante delle imposte.

    3) L’iniziativa non tiene conto del numero di figli.

    Se A ha 2 milione e un solo figlio, il figlio riceve 2 milione.

    Se B (più ricco) ha 4 milioni e 4 figli, ogni figlio riceve 900’000 franchi.

    A me non sembra che i figli del più ricco siano più avvantaggiati, anzi!

    Magicamente,

    Fede

  2. Filippo Contarini ha detto:

    Caro Fede,
    il tuo commento è lucido e coerente, rispondo volentieri!
    allora anzitutto perchè passare dal 0% al 20%… beh, è un’alaisi di opportunità politica di chi ha lanciato l’iniziativa, probabilmente è dovuto a un critrerio di giustizia che va oltre quello che È scritto sul testo costituzionale.
    Sui superrichhi che spostano il domicilio scriverò il mio prossimo articolo, preparati per bene, eheheh!
    La questione della tassazione della massa ereditaria piuttosto che dei singoli figli è interessante e non sei il primo che me la pone. Anyway consiglio il sito http://www.erbschaftssteuerreform.ch/it- .
    Il pomo della discordia è: se l’importo va oltre la franchigia se ci sono più figli sono percentualmente svantaggiati rispetto a un figlio solo.
    Proviamo a vederla però in un altro modo.
    se A ha 2 milioni e 1 figlio, il figlio vede 2 milioni. Se C ha 2 milioni e 4 figli, ogni figlio vede 500’000 CHF. A nessuno è mai saltato in testa di lamentarsi con C perchè ha fatto più figli rispetto ad A, de facto però i figli di C vedono 1’500’000 CHF meno a testa rispetto al figlio di A.
    Il problema è quindi un falso problema, poichè nel tuo esempio si comparano casi non comparabili. Si vuole quindi costruire un caso di mancata equità nonostante già nel fatto che uno sia figlio unico e non abbia fratelli è per natura iniquo (anche se forse meglio per la vita del bambino).
    Ciao ciao Filo

  3. Filippo Contarini ha detto:

    Con Federico e altri amici sto intrattenendo uan discussione su facebook. Penso sia importante inserirne qua una parte che ho scritto io:

    Ciaooo a tutti.

    Allora a Francesco dico che il prelievo fiscale di chi sta in vita è, secondo me, da interpretare come una giusta contribuzione (coatta) alle spese sociali in base alle proprie capacità. Per questo oltretutto dovrebbe esserci un’importante imposta patrimoniale, che invece in Svizzera è purtroppo molto limitata. (Faccio inoltre notare che in CH se il mio patrimonio aumenta di valore esso non viene tassato – p.e. le azioni, giusto Matthias?)
    Non parlerei quindi di patrimoni tassati, ma di partecipazione personale. Comunque sulla patrimoniale, come sulla mobilità dei superricchi, scriverò ancora a breve.

    Invece per l’imposta di successione si dovrebbe parlare di ridistribuzione delle opportunità. Opportunità che gli eredi si trovano là, fortuna loro. E che vanno redistribuite.
    Per l’amor del cielo, mi rendo conto che è una posizione estremamente ideologizzata. tendenzialmente contro l’idea che “la famiglia prima di tutto”, vuole liberare l’individuo dalla sua eventuale angustia economica famigliare.
    Non si tratta in ogni caso di ideologia socialista, ma di buona ideologia liberale. Perchè le pari opportuinta, vorrei ricordarlo, sono un baluardo liberale. I socialisti in teoria propongono che anche i risultati siano più uguali possibile, non solo le opportunità.
    Purtroppo prima di trovare consenso poltiico per quello campa cavallo, mentre questa iniziativa quasi sicuramente passerà (spero, ehehhe).

    Mi chino però sulle critiche portate da Fede, Ivo e Simo. Voi mettete in guardia sui 2 figli e 4 mio che vedono 200’00 in meno a testa rispetto al figlio unico con 2 mio. Io ho ribattuto che è un falso problema, poichè si prendono in analisi patrimoni differenti e nuemri di figli dfferenti. Il biasimo di Simone è corretto.

    Devo quindi rivedere la mia posizione e purtroppo criticare questa formulazione dell’iniziativa, che spero venga poi corretta in ambito legislativo (viva l’art. 190)

    Effettivamente se il fondamento ideologico dev’essere quello di ridistribuire le opportunità bisognerebbe fare in modo che chi ha troppe opportunità venga penalizzato. E non il defunto, che effettivamente è morto e non è che abbia molti interessi da giocare.
    Nel caso dipinto da Ivo quindi il figlio unico sarebbe effettivamente troppo avvantaggiato e questo siamo d’accordo non va bene.

    Bisognerebbe quindi trovare il modo di svantaggiare A.

    Si potrebbe svantaggiare tutti nello stesso modo creando tipo una franchigia mobile per il patrimonio (in base a quanti figli si hanno?) o comunque un’altra diavoleria matematica.

    Sulla critica al fatto che non si tassino gli eredi ma la massa ereditaria, penso che sia un problema dal punto di vista della praticabilità, che è comunque e sempre un principio fondamentale dell’amministrazione dello Stato. È infatti molto più semplice e rapido sapere quanto c’è nella massa e tassarlo che tassare ogni erede dopo anni di liti.

    In attesa di vostre risposte, ciao a tutti

    Filippo

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